RAZIONALE
L’ipertensione arteriosa è una patologia estremamente diffusa tanto che gli ultimi dati riportano che un italiano su quattro sia iperteso e tra questi solo in 60% raggiunge mediante terapia un adeguato controllo pressorio. Le ultime linee guida sia della Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa (ESH) che della Società Europea di Cardiologia (ESC) ci indicano chiaramente la flow-chart diagnotico-terapeutica da seguire nel management del paziente iperteso.
Per quanto riguarda in trattamento farmacologico si raccomanda l’inizio di una duplice terapia, proseguendo poi con una triplice terapia che deve includere un bloccante del sistema renina-angiotensina-aldosterone, un calcio antagonista e un diuretico ai massimi dosaggi tollerati. Con questa strategia è previsto che il 90% circa dei pazienti raggiunga il target, in caso di pressione ancora non controllata siamo di fronte a una ipertensione difficile da trattare che può essere una forma resistente o pseudo/resistente.
Tra queste forme si annoverano le forme di ipertensione di origine secondaria e le forme nefrovascolari che risultano una vera sfida per gli ipertensivologi. Un accurato management del paziente iperteso richiede una attenta valutazione multidisciplinare della sua storia clinica, del profilo di rischio cardiovascolare, una esclusione di tutte le possibili forme secondarie, la scelta appropriata della terapia farmacologica ai dosaggi adeguati, che rimane il caposaldo del trattamento iperteso, una attenta valutazione della aderenza terapeutica. Laddove, nonostante tutte queste misure, il paziente mantenga dei valori pressori non controllati, le ultime linee guida europee sia ESH che ESC propongono la procedura di denervazione renale come aiuto nell’ottimizzazione del controllo pressorio.
Tuttavia, tale procedura non va proposta a tutti i pazienti ipertesi, ma va selezionato attentamente il candidato ideale che possa ottenere la massima efficacia da questa metodica. Inoltre, rimane estremante e dibattuto l’utilizzo di questa procedura nel paziente con insufficienza renale in particolare nelle forme più avanzate. Obiettivo del corso è approfondire cause e trattamento dell’ipertensione arteriosa di difficile controllo, in particolare nel paziente ad alto profilo di rischio cardiovascolare e nel paziente complicato da malattia renale cronica, e identificare il candidato ideale da proporre al trattamento di denervazione.
