RAZIONALE
La decima edizione del Convegno INTRA si colloca in una fase di piena maturità dell’Antimicrobial Stewardship, in cui l’attenzione si sposta dalla costruzione dei programmi alla qualità delle decisioni.
In uno scenario segnato dall’espansione delle resistenze e dall’introduzione di nuove molecole, non è più sufficiente “fare stewardship”: è necessario interrogarsi su come, con quali strumenti e con quali ricadute cliniche, etiche ed ecologiche.
Le relazioni introduttive pongono al centro due dimensioni decisive: il valore del dato e la tempestività della scelta. L’uso crescente di biomarcatori e indicatori probabilistici promette precisione, ma richiede interpretazione critica e integrazione nel giudizio clinico. Parallelamente, il principio “Right Drug, Right Dose, Right Now” richiama la necessità di una terapia appropriata non solo nella scelta della molecola, ma nella dose, nel timing e nella durata.
La prima sessione rilegge le strategie di stewardship in chiave integrata. Il tema del carbapenem sparing viene rivalutato alla luce delle nuove combinazioni β-lattamico/inibitore e delle opzioni mirate contro ESBL e AMPc, senza contrapporre in modo ideologico “vecchio” e “nuovo”, ma privilegiando razionalità e personalizzazione. La rivalutazione di molecole storiche, accanto all’impiego di farmaci innovativi, testimonia che l’appropriatezza nasce dall’analisi del contesto clinico più che dall’entusiasmo per la novità. Temi quali l’antibioticoterapia nel fine vita, la via sottocutanea, l’impiego di long-acting antifungini e i progetti di audit clinico richiamano una stewardship intesa come governo complessivo del processo decisionale. La domanda “Ha ancora senso parlare di carbapenem sparing?” diventa così occasione per ridefinire categorie e priorità.
La seconda sessione affronta la complessità biologica: infezioni osteo-articolari, sepsi, microbioma, immunomodulazione nella polmonite severa, fino ai virus emergenti da spillover. L’infettivologia si conferma disciplina di confine, chiamata a integrare farmacologia, ecologia microbica e risposta dell’ospite in scenari epidemiologici in evoluzione.
La terza sessione introduce la dimensione etica e sistemica. L’inappropriatezza prescrittiva genera resistenze, costi economici e impatto ambientale. La prevenzione dell’HIV e delle infezioni sessualmente trasmesse, il ruolo del farmacista clinico e la riflessione sul fine vita ampliano la stewardship oltre l’atto prescrittivo, fino a includere sostenibilità, proporzionalità e umanizzazione della cura.
INTRA 10 si propone dunque come spazio di confronto tra innovazione e prudenza, tra intensificazione terapeutica e de-escalation consapevole. Un invito alla comunità infettivologica a governare la complessità, trasformando i numeri in decisioni e le decisioni in valore per il paziente e per il sistema sanitario.
